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Apocalypto-Pjesa e pare Film

Një ditë një ngarkesë që vjen nga një qytet i madh Mayan (ndoshta Palenque [1]), në kërkim të viktimave të flijimit për qëllim për të qetësuar zemërimin e perëndive, sipas besimeve të tyre se ata kishin dënuar të rajonit me një epidemi të tmerrshme të një sëmundje të çuditshme (shumë të si sëmundje epidemike), sulmeve fshatin e largët e gjahtarit të rinj.

Troll Hunnder Nr1

Troll Hunder

Throll HunterUn film di André Ovredal, con Otto Jespersen, Glenn Erland Tosterud, Hans Morten Hansen, Knut Nærum, Robert Stoltenberg, Tomas Alf Larsen, Johanna Mørck

Titolo originale Trolljegeren.
Avventura – Azione
Durata: h 1.43
Norvegia 2010

Un documentario che racconta come il governo norvegese sta cercando di nascondere l’esistenza della popolazione dei troll che vive nel nord del paese. I troll sono protetti e tenuti al sicuro dall’occhio pubblico per prevenire un panico di massa nel caso in cui le persone realizzino che queste creature leggendarie sono reali

 

Troll.Hunter Nr2

Troll.Hunter Nr1

Ilegal- TENDER

ILEGAL TENDER ENTERAMENT FILM

Illegal Tender

Illegal Tender

Dopo il gangster che ha ucciso suo padre venire a stabilirsi un punteggio, un adolescente e sua madre ribaltare la situazione degli assassini – ricerca di una famiglia Latino per l’onore e la vendetta come i cacciatori diventano preda. Wilson DeLeon, Jr. è uno studente di college eccezionale con una fidanzata adorante, madre affettuosa e un futuro pieno di promesse. Non ha mai voluto per nulla, e non è mai stato costretto a stare la sua terra. Ma quando i fantasmi del passato di sua madre ritorcersi contro il suo presente, deve difendere la sua famiglia … e rapidamente si trasformano in l’uomo forte di suo padre ha pregato era diventato. Nulla poteva fermare la madre di Wilson, Millie, a proteggere i suoi due ragazzi. Costretto a fuggire la sua casa dopo gangster ucciso suo marito, ha fatto un giuramento di darle i figli solo il meglio. Ma tutto questo cambia quando un nemico del passato li raggiunge.
Paesaggi mozzafiato, una bella bionda e il suo fido compagno avventuroso, erano ottimi ingredienti dar luogo ad un buon film tra il romantico e l’avventuroso. Considerando poi che Ivan Reitman non era nuovo a questo genere di film così come Harrison Ford non ci si attendeva un film che in realtà vaga tra situazioni scontate e paradossali. In verità, “Sei giorni e sette notti” inizia bene, il ritmo è piuttosto sostenuto ma molto presto la mediocrità generale la fa da padrona e la noia sopraggiunge inesorabile. La coppia Ford-Heche non mostra un minimo dell’affiatamento di quella presente nel film di Zemeckis “All’inseguimento della pietra verde”. Michael Douglas e Kathleen Turner, infatti, apparivano molto più credibili ed uniti malgrado i continui divertenti battibecchi.
Harrison Ford vorrebbe impersonare un Indiana Jones in salsa comedy, trascinando la bionda di turno in una serie di circostanze pericolose dalle quali si riescono a tirare fuori nei modi più assurdi. Schwimmer scimmiotta in modo un po’ patetico il suo personaggio di Ross della famosa serie tv Friends. Anne Heche è troppo rigida ed il suo personaggio, alla fine, risulta decisamente troppo stereotipato: rossetto e capelli curati poco si adattano ad un’avventura su un’isola deserta. La professione di donna in carriera è rappresentata con i classici cliché: sofisticata, un po’ presuntuosa, fortemente coinvolta nel suo lavoro.
“Sei giorni e sette notti” è un film deludente. Un buon potenziale annichilito da una trama costruita come una serie di prevedibili episodi poco legati all’aspetto action e troppo incentrati sul rapporto trai i due, peraltro privo di chimica per tutta la durata della pellicola.

 

Illegal Tender

L’ultimo deii Templari

L’ultimo dei Templari

L’ultimo dei Templari

Un film di Dominic Sena. Con Nicolas Cage, Ron Perlman, Stephen Campbell Moore, Claire Foy, Stephen Graham,Ulrich Thomsen, Robert Sheehan, Christopher Lee, Peter Linka, Matt Devere, Nick Thomas-Webster

Titolo originale Season of the Witch.
Avventura, durata 95 min.
USA 2010. – Medusa
Uscita mercoledì 15 giugno 2011.

Behmen e Felson sono due templari che hanno combattuto a lungo come Crociati divenendo famosi per il numero di nemici uccisi. Quando però comprendono che la loro guerra in nome di Dio comporta il massacro di donne e bambini inermi decidono di abbandonare il campo di battaglia. Catturati come disertori ottengono la liberazione solo a patto di scortare una presunta giovane strega a un monastero situato in un luogo distante. I monaci che vi risiedono posseggono un antico libro le cui formule consentono di smascherare la stregoneria. La ragazza è accusata di aver diffuso la peste bubbonica. I due templari, accompagnati da un sacerdote, un soldato, un giovane aspirante cavaliere e un imbroglione esperto del percorso, affrontano l’impervio tragitto.
Come spesso accade il titolo italiano è fuorviante. I templari non sono uno bensì due (accanto a Nicolas Cage troviamo Ron Perlman che avevamo cominciato ad apprezzare nei panni, sempre medioevali, del Salvatore de Il nome della rosa) e nel loro essere attivi in coppia risiede parte dell’interesse del film unito all’ambiguo ruolo della giovane strega ‘protagonista’ del titolo originale. Perché il film di Dominic Sena gioca le proprie carte più che sul finale, effettistico ma abbastanza deja vu, proprio sul filo del rasoio di un anticlericalismo sempre in procinto di trasformarsi nel suo contrario. Se la parte iniziale (dopo un prologo che definisce il rapporto della società di allora con coloro che venivano definite streghe) sembra un riassunto di Le crociate di Ridley Scott con la conseguente messa in discussione del fanatismo religioso cristiano (ma con un occhio al presente e quindi facendo attenzione a non mostrare troppi arabi riconoscibili come tali) ciò che segue si muove sulle sabbie mobili della doppia morale. Da un lato, grazie al cameo di Christopher Lee nei panni dello sfigurato e morente cardinale D’Ambroise, la credenza nella stregoneria assume la valenza conclamata dalla Storia di una persecuzione contro la donna da parte di una società dominata dai maschi. Nello sviluppo del cupo on the road però il ruolo della giovane donna muta più volte fino a giungere a un finale che non sveleremo ma che non può restare privo di un giudizio da parte dello spettatore. Sena, che sembra combattuto tra il film storico e l’horror, nell’Anno Domini 2011, sembra ancora credere se non nelle streghe in qualcosa di a loro molto affine.

 

L’ultimo dei Templari

Kung Fusion Nr2

Kung Fusion Nr2

Kung Fusion

Kung Fusion Streaming narra di Stephen Chow che torna sulle scene, e lo fa da par suo. Se Chow è in patria il “re della commedia”, parafrasando il titolo di un suo noto successo, Kung Fu Hustle, a due mesi dall’uscita in lingua originale nel dicembre 2004, si è imposto come re del botteghino di sempre ad Hong Kong davanti a Shaolin Soccer, precedente fatica dello stesso autore.
Shangai, anni ’30: il vicolo dei Porci è un quartiere di periferia, abitato da gente umile ed inappetibile anche per la mafia locale. Quando due ladruncoli da strapazzo cercano di estorcere danaro nell’umile quartiere spacciandosi per membri della gang delle asce, la stessa gang, attirata dal trambusto generatosi, deciderà di estendere il proprio dominio sul vicolo. Comincerà così una guerra dall’esito apparentemente scontato tra malviventi e gente comune, ma tra gli abitanti del vicolo si nascondono insospettabili e potentissimi maestri del kung fu.
Al tipico humor da commedia ‘alla Chow’, fatto di non-sense e gag folli, si uniscono le arti marziali ed un massiccio ma ‘gentile’ uso di effetti digitali, in una parodia/omaggio che trasuda amore per il kung fu-movie, genere storicamente importantissimo per il cinema cantonese. Costellato da esplosioni di demenzialità d’autore, Kung Fu Hustle vede dunque i caratteri da commedia cedere spesso e volentieri il passo ad iperboli marziali, con esaltanti colpo-su-colpo, garantiti Yuen Wo-Ping, che sfociano in esasperazioni comiche dei clichè del filone. Tra espliciti ammiccamenti al cinema di Chang Cheh ed alcune sequenze dirette da Sammo Hung, vecchia conoscenza per gli appassionati, il buon Chow, confermando la propria linea di coerenza morale e stilistica, da vita a qualcosa di gloriosamente leggero, uno spettacolo funambolico in cui la risata, mai rincorsa con invadenza, è genuina e brutale per immediatezza.

 

Kung Fusion Nr2

Kung fusion Streaming

kliko ketu per te pare filmin

Kung Fusion

Kung Fusion Streaming narra di Stephen Chow che torna sulle scene, e lo fa da par suo. Se Chow è in patria il “re della commedia”, parafrasando il titolo di un suo noto successo, Kung Fu Hustle, a due mesi dall’uscita in lingua originale nel dicembre 2004, si è imposto come re del botteghino di sempre ad Hong Kong davanti a Shaolin Soccer, precedente fatica dello stesso autore.
Shangai, anni ’30: il vicolo dei Porci è un quartiere di periferia, abitato da gente umile ed inappetibile anche per la mafia locale. Quando due ladruncoli da strapazzo cercano di estorcere danaro nell’umile quartiere spacciandosi per membri della gang delle asce, la stessa gang, attirata dal trambusto generatosi, deciderà di estendere il proprio dominio sul vicolo. Comincerà così una guerra dall’esito apparentemente scontato tra malviventi e gente comune, ma tra gli abitanti del vicolo si nascondono insospettabili e potentissimi maestri del kung fu.
Al tipico humor da commedia ‘alla Chow’, fatto di non-sense e gag folli, si uniscono le arti marziali ed un massiccio ma ‘gentile’ uso di effetti digitali, in una parodia/omaggio che trasuda amore per il kung fu-movie, genere storicamente importantissimo per il cinema cantonese. Costellato da esplosioni di demenzialità d’autore, Kung Fu Hustle vede dunque i caratteri da commedia cedere spesso e volentieri il passo ad iperboli marziali, con esaltanti colpo-su-colpo, garantiti Yuen Wo-Ping, che sfociano in esasperazioni comiche dei clichè del filone. Tra espliciti ammiccamenti al cinema di Chang Cheh ed alcune sequenze dirette da Sammo Hung, vecchia conoscenza per gli appassionati, il buon Chow, confermando la propria linea di coerenza morale e stilistica, da vita a qualcosa di gloriosamente leggero, uno spettacolo funambolico in cui la risata, mai rincorsa con invadenza, è genuina e brutale per immediatezza.